giovedì 31 dicembre 2009
sabato 13 settembre 2008
la violenza del mattino
come sempre appena sveglio
dedico la mia oretta alla lettura
dei maggiori quotidiani
-tutto online naturalmente-
l’agenzia ma’an news
riporta scontri nella zona di nablus
sembra che un bambino di 9 anni
sia stato accoltellato in una colonia israeliana
i settlers hanno immediatamente incolpato
i palestinesi che vivono nei due vicini villaggi
i coloni armati feriscono dieci persone
alcune in modo grave
l’esercito israeliano resta a guardare
la notizia rimbalza
su tutti i maggiori mezzi di informazione nazionali e non
su le monde appare un articolo
e i siti arabi sono pieni di dettagli dell’accaduto
in meno di un’ora
un gruppo palestinese sconosciuto
rivendica il ferimento del giovane colono
nel mio modo semplice di vedere le cose
ritengo che la rivendicazione dell’attacco
non sia altro che
una costruzione a posteriori
di un gruppo che non ha fatto niente
ma non può fare a meno di sfruttare
la pubblicità mediatica
che si è sviluppata intorno al caso
non è la prima volta che accade
è avvenuto a gerusalemme ben tre volte quest’anno
la risposta israeliana sarà violenta
e forse persino incontrollata
come quella che hanno avuto i settler stamani
coperti dall’esercito
la reazione palestinese
sarà un’emulazione dei fatti di stamattina
con attacchi diretti all’interno delle colonie israeliane
un’altra volta
le autorità israeliane
invece di controllare i fatti
e mantenere l’ordine
preferiscono scatenare i coloni fondamentalisti
innescando così una nuova ondata di violenza
nella zona di nablus
giovedì 11 settembre 2008
a nablus una sera di fine estate
qual’è la sensazione che si prova
morendo dissanguati
e se succede a pochi metri da casa tua
con tua madre che ti guarda e non può fare nullaieri sera un centinaio di soldati israeliani
sono entrati a nablus per arrestare
un ventiduenne legato alle brigate di al’aqsa
mentre veniva compiuta la missione
dei soldati che circondavano la casa
hanno sparato contro un ragazzo
che si aggirava nei dintorni
il ventenne viveva a poca distanza
e si era andato a informare su quel che succedeva
è stato colpito a una gamba
subito la madre accortasi del figlio rimasto a terra
ha chiamato un ambulanza
i soldati non hanno permesso ai soccorsi di avvicinarsi
lo hanno lasciato in terra
dei testimoni dicono
che il ragazzo
waled
urlava mentre dei soldati
gli estraevano i proiettili dalla gamba con un coltello
dopo 90 minuti
i soldati hanno lasciato la zona
waled è stato trasportato all’ospedale
ma già morto per il sangue perso
come può succedere una cosa del genere
senza che l’opinione pubblica si domandi
che cazzo sta combinando israele
mercoledì 10 settembre 2008
brunetta e l'unione europea allargata
tra le tante fantasiose soluzioni
del ministro brunetta
ce n’è una anche per il medio oriente
a detta del ministro dell’innovazione
la possibilità di uscire dl conflitto israelo-palestinese
sarebbe l’ingresso d’israele
nell’unione europea
insomma essendo che stiamo facendo
mille e mille problemi alla turchia
perché ancora troppa legata alla religione
sarebbe molto più sano
fare entrare lo stato ebraico
perché così si definisce israele
per farla breve
le violazioni dei diritti dell’uomo
valgono se sono commesse da mussulmani
e quindi niente europa per la turchia
invece se le violazioni
vengono commesse da ebrei israeliani
poco importa
non capisco perché
ma mi sembra un discorso razzista
mi rimangio tutto
se anche betlemme diventa
una città europea
martedì 9 settembre 2008
zeppe
una delle caratteristiche
dalle quali è riconoscere una donna israeliana
è la scarpa
amano da impazzire la zeppa
quel tipo di calzatura
a cui sembra
che abbiano incollato sulla suola un mattone
roba da anni ottanta
o al massimo per le colleghe di bocca di rosa
invece qui donne bambine
ortodosse
laiche
in carriera
osservanti
alla moda
casalinghe
e chissà che altro
sono calzate con questi trampoli
ci sono sandali alti dieci centimetri
scarpe chiuse e scure
per le signore attempate
di cuoio
di plastica
con brillantini e scritte colorate
unica regola che siano alte
ma non solo il tacco
tutta la scarpa
lunedì 8 settembre 2008
ramadan
il ramadan è cominciato da una decina di giorni
è per me la prima volta in un paese arabo
durante questo particolare momento dell’anno
osservare il ramadan significa
non mangiare bere e fumare
per tutto il tempo in cui il sole è visibile nel cielo
come potete ben immaginare
le conseguenze di questo digiuno sono ben visibili
pensate di viver in un paese come questo
dove fa un caldo infernale
e di non poter bere un solo bicchier d’acqua
dall’alba al tramonto
pensate di essere fumatori incalliti
da due pacchetti di sigarette quotidiani
a nemmeno una per tutto il giorno
inoltre ci si sorveglia gli uni gli altri
persino qui a beit sahour
dove più del novanta percento della popolazione è cristiana
non c’è una sola persona con una sigaretta in mano per strada
anche i mussulmani che non sono osservanti rispettano il ramadan
più che altro per paura del giudizio degli altri
la comunità è molto intransigente
in questo clima
capita sempre più spesso che il nostro ufficio
sia preso d’assalto
lavoro in un’associazione
dichiaratamente laica
e che si ispira a modelli anticlericali
insomma da noi sigarette e caffè
non sono spariti durante questa settimana
parlando un po’ con i colleghi mussulmani
mi rendo conto che ci sono molti di loro
che il ramadan lo rispettano
ma solo davanti agli occhi dei vicini
infatti per pranzo
semplicemente chiudono le tende
e si siedono a tavola a mangiare
ciò non toglie che la stragrande maggioranza dei palestinesi
vive questo mese rispettando il digiuno
e da un lato lo ritengo ammirevole
per la forza di volontà che ci vuole
confrontati a noi cattolici
che l’unica privazione che sopportiamo in quaresima
e non mangiare carne per un giorno alla settimana
i mussulmani mi sembrano degli eroi
ma dall’altro
non posso non notare
in particolar modo a gerusalemme
una frustrazione
che il digiuno provoca
in due giorni ho assistito a diverse liti
che sono finite con uno scontro fisico
non mi era mai capitato di vedere cose del genere
tra le mura della città vecchia
sicuramente il digiuno fa bene
al corpo e allo spirito
ma in una situazione in cui lo stress
è già altissimo per le condizioni miserrime
in cui vivono i palestinesi
decidere di sobbarcarsi anche una così grande privazione fisica
non è veramente consigliabile
almeno dal mio punto di vista di occidentale che beve e mangia
ogni volta che ne sente il bisogno
ma forse è vero che io non so privarmi di niente
venerdì 22 agosto 2008
datteri
tra i mille regali
che mi ha riservato la palestina
c’è la frutta
ho scoperto di amare il mango
e che i fichi sono buoni ad ogni ora del giorno
ma la rivoluzione sono stati i datteri
in un recente viaggio a gerico
mi sono ritrovato immerso
in enormi fronde cariche di datteri
per me erano un frutto legato al natale
o roba simile
da mangiar secco
e non troppo appetitoso
ma assaporarne di freschi
metterne uno in bocca
e sentire come si scioglie
non so come descrivere
il suo gusto dolce
ne abbiamo comprati quasi tre kg
per meno di dieci euro
un’altra di quelle cose
che rimpiangerò
appena metterò piede in italia