venerdì 22 agosto 2008

datteri

tra i mille regali

che mi ha riservato la palestina

c’è la frutta

ho scoperto di amare il mango

e che i fichi sono buoni ad ogni ora del giorno

ma la rivoluzione sono stati i datteri

in un recente viaggio a gerico

mi sono ritrovato immerso

in enormi fronde cariche di datteri

per me erano un frutto legato al natale

o roba simile

da mangiar secco

e non troppo appetitoso

ma assaporarne di freschi

metterne uno in bocca

e sentire come si scioglie

non so come descrivere

il suo gusto dolce

ne abbiamo comprati quasi tre kg

per meno di dieci euro

un’altra di quelle cose

che rimpiangerò

appena metterò piede in italia

giovedì 21 agosto 2008

15 minuti dalla guerra

dopo che scrissi un post sui tiph

il numero di contatti sul blog

aumentò sensibilmente

in un commento mi viene detto

che avrei fatto bene ad informarmi ulteriormente

sul loro lavoro

ci ho provato

e seguendo tutte le procedure

ho chiamato l’ufficio

che mi ha dato un secondo numero

per reperire il portavoce dell’organizzazione

il quale a sua volta mi disse

mi avrebbe fatto contattare un terzo

ci sono 12 italiani attivi nel progetto

quindi uno di questi mi avrebbe chiamato

e avrei avuto modo di capire

come lavorano i tiph

nessuno mi ha mai contattato

ho richiamato due volte il portavoce

e gli ho scritto una mail

la risposta è sempre stata

ti risponderà qualcuno immediatamente

sono passati due mesi

dalla prima volta che sentii questa frase

insomma sono stato ad hebron

diverse volte da allora

e ieri mi è capitato di incontrare

tre dei tiph proprio davanti alla moschea dei patriarchi

quindi mi sono avvicinato

e dopo un paio di battute

uno di loro si è fatto riconoscere

come maresciallo dei carabinieri

dopo le presentazioni

ci ha spiegato quali sono i compiti

della presenza internazionale a hebron

come è composta una squadra

e un paio di informazioni generali

sulla situazione della città

il tutto in maniera informale

ma precisa

prima di separarci

gli ho detto che avevo il desiderio

di fare un giro per il quartiere ebraico

e lui ce l’ha sconsigliato vivamente

dicendo che rischiamo persino l’arresto

e che lui in quasi un anno di presenza

non si è mai avventurato all’interno della colonia

teoricamente questo era un saggio consiglio

ma io ho sempre amato

aver la possibilità di essere arrestato

e quindi con i miei tre compagni

ho preso la strada dritta per il quartiere ebraico

attorno a noi la desolazione

negozi sprangati

che appartenevano agli arabi

che furono scacciati dai coloni ebrei

circa ogni duecento metri

un soldato con fucile

e sulla strada principale

un paio di ragazzi con pantaloncini maglietta e m-16

che fanno jogging

dopo 20 minuti decidiamo di tornare nella zona araba

attraversiamo un checkpoint

e subito fuori vedo una specie di bomba a mano

sembra un lacrimogeno

lo prendo in mano

è pesante

rientro nel checkpoint

e chiedo che cos’è

il soldato dice una bomba sonora

che aveva lanciato

un paio d’ore prima

verso la zona araba

“perché quei terroristi facevano troppo casino”

vado via con il mio souvenir di hebron

e penso a quanto ha ragione

il maresciallo alberto che ho incontrato poco prima

quando dice che questa città sembra tranquilla

ma che bastano 15 minuti a trasformarla

in teatro di una guerra

domenica 17 agosto 2008

intestino indomito

dopo questi mesi

in cui il mio stomaco ha reagito bene

a qualsiasi cosa abbia ingurgitato

mi sentivo vaccinato

contro le varie infezioni intestinali

mi ripetevo se non è successo niente

in quasi un anno di medio oriente

bevendo il the nelle tende dei beduini

e mangiando felafel in ogni angolo

non succederà più

sono stato prodigo di consigli

nei confronti di tutti quelli che arrivavano

per trascorrere un breve periodo

mentre io mangiavo e bevevo qualsiasi cosa

ma sono stato punito

una bottiglietta di acqua

riempita da un rubinetto in un parcheggio

vicino alla porta di damasco

dal primo sorso era stranamente calda

ma un po’ l'incoscienza

e un po’ il caldo che ti farebbe bere pure la sabbia

mi hanno fatto bere fino all’ultima goccia

morale della favola

sono costretto

da un paio di giorni

a una vita tra il letto e il bagno

e soprattutto si mangia solo riso in bianco

sabato 16 agosto 2008

succhi di frutta

ovunque

anche nel paesino più piccolo

c’è un posto dove prendere una spremuta d’arancia

solitamente sono chioschi

che con una macchinetta super efficiente

spremono fino all’ultima goccia

le tre arance che diventano

il tuo bicchiere di benessere

però ramallah

ha una marcia in più

sulla piazza principale

ci sono due bar

che servono solo succhi di frutta

fatti sul momento

si può scegliere cosa bersi

zenzero con carota

o melograno con succo di canna da zucchero

qualsiasi tipo di frutta si possa trovare in palestina

loro la spremono e la mettono in bicchiere

ci sono diverse macchine per estrarre i succhi

da una piccola pressa per i bastoni di canna da zucchero

a un frullatore particolarissimo per mele e carote

inutile dire che questi due bar sono tra i più affollati

di tutta la west bank

caldo

il caldo di questi pomeriggi estivi

cristallizza il tempo

non si riesce a fare molto

anzi faccio pochissimo

mi siedo ora davanti al pc

dopo giorni passati su bus roventi

e in mezzo a strade da 40 gradi

unica consolazione

l’imbrunire

quando la temperatura diventa dolce

e si può sedere sul balcone

guardando il sole scendere

dietro le colline di betlemme

ci sono ancora un paio d’ore prima di tutto questo

ho tutta l’impressione che mi scioglierò prima

martedì 12 agosto 2008

georgia

quanto è strano

tramite i telegiornali

seguire l’evoluzione di un conflitto

mentre qui ne sto vivendo un’altro

tutte queste immagini

dove si vedono carri armati

eserciti con missili e bombardieri

guardo i video

e riconosco i mezzi militari

ma sono così diversi

da quelli che vedo quotidianamente

ascolto le dichiarazioni

che ministri e ambasciatori

rilasciano ai media di tutto il mondo

e riconosco il politichese

che ricopre i conflitti

c’è una linea che congiunge tutte le guerre

il modi di agire degli ufficiali

la disperazione dei rifugiati

e l’evidenza della morte

sono giorni che non si parla d’altro

ma non c’è nessuno

che mi sia dare un motivo vero

da dove nasce questa nuova guerra

chi l’ha covata

che poteri regalerà al vincitore

perché

martedì 5 agosto 2008

intifada musicale

una delle buone abitudini

che avrò quando tornerò in italia

sarà aljazeera

in tutti gli appartamenti dove ho vissuto finora

c’è sempre la televisione con tanto di satellite

erano anni che non avevo la televisione in casa

quindi ritrovarmi davanti a migliaia di canali

mi ha spiazzato

dopo un primo momento di ambientamento

ho trovato i canali di news

mi era già capitato di vedere la bbc

e quindi ho rincominciato

infondo la cnn non mi fa impazzire

anche se le differenze sono poche

e i vari euronews o rainews

non erano il massimo

per migliorare il mio inglese

poi quasi per caso ho iniziato a guardare

aljazeera in inglese

per molte cose è uguale a cnn e bbc

ma lascia molto spazio

a tematiche trattate meno su altri canali

tra i vari giornalisti

c’è questo riz khan

che ha un proprio programma di approfondimento

ieri sera khan aveva come ospiti

tre ragazzi danesi

ognuno con origini diverse

cubane marocchine e pakistane

più di dieci anni fa hanno fondato un gruppo musicale

suonano un hip-hop

contaminato dalle loro diverse origini culturali

si chiamano outlandish

-in danese straniero-

molti dei loro testi

hanno un evidente impegno politico

tra le altre la canzone

look into my eyes

è un vero e proprio atto di accusa

persino il video ha un senso

mi sembra pazzesco dirlo

ma per un momento

ho creato un parallelo

tra il messaggio

del mio ebreo preferito

robert zimmerman

e questo gruppo che canta di integrazione

denunciando apertamente il sistema

lascio il link del video

http://www.youtube.com/watch?v=3P12aqVeZkQ

domenica 3 agosto 2008

waltz with bashir

tra le cose che mi mancano di più

in questo anno a betlemme

c’è sicuramente il cinema

in west bank possibilità di andare al cinema

ce ne sono poche

proiezioni sporadiche di qualche associazione

e forse un cinema a ramallah

ma sinceramente non so

quindi quando mi hanno parlato

di questo cinema old style

con caffetteria in una zona residenziale

di gerusalemme mi ci sono fiondato

che bella sensazione

la sala che si riempie

si chiudono le porte

la bobina inizia a girare

e trailers di films usciranno in autunno

riempiono lo schermo

ho visto un cartone animato

waltz with bashir

già presentato al festival di cannes

la storia è la riscoperta dei ricordi del regista

sulla guerra in libano del 1982

in particolare sul massacro del campo profughi

di sabra e shatila

il film é ben fatto

sin dalla prima scena si è completamente partecipi

e alla conclusione

le domande che mi pongo

alzandomi dalla mia poltrona

sono tutt’altro che scontate

il primo commento che posso distinguere

tra il rumore del pubblico che si alza

è che tutti gli israeliani dovrebbero

vedere questo film

il problema

in sala eravamo poco più di venti

sabato 2 agosto 2008

palestina si ma in giordania

stavo parlando con un ragazzo israeliano

che vive a gerusalemme

di origini franco-statunitensi

ad un tratto ho fatto un’osservazione

sullo stato delle cose in israele

e ho subito aggiunto che il mio punto di vista

è comunque parziale

perché io non vivo qui

lui mi ha guardato in cagnesco

e mi ha chiesto dove vivo

ci conosciamo da tempo

e sapeva già che vivo a beit sahour

quindi ho detto chiaramente

io vivo in palestina

qui è iniziata una serie di osservazioni

sul fatto che la palestina non è uno stato sovrano

e tutta una propaganda sionista

nella quale non esistono i palestinesi

dove i beduini sono dei rom

e andrebbero schedati come in italia

dove i morti sono solo quelli della shoah

dove gaza in fondo è un bel posto

dove hamas è solo terrorismo

insomma una serie di luoghi comuni

per poi finire con uno dei commenti

che si ascoltano più spesso quando si parla

con un israeliano sulla soluzione del conflitto

il concetto è semplicissimo

i palestinesi se ne devono andare in giordania

insomma la palestina esisterà

ma in altro posto

e chi non vuole andar via

vivrà una condizione da cittadini di seconda classe

insomma mi sembra molto furbo

che un popolo che ha subito

uno sterminio da parte di un governo razzista

cerchi di creare uno stato

dove il diverso o se ne va

o vive la discriminazione quotidianamente

la cosa pazzesca

è che questo ragazzo

studia scienze politiche

la nuova classe dirigente israeliana

wow