vicino salfit
c’è una casa che è al confine
tra una colonia israeliana
e un villaggio palestinese
il perimetro è completamente composto da griglie metalliche
fatta eccezione per il lato che confina con il villaggio
qui c’è un muro
alto
e lungo una trentina
accanto alla casa c’è una strada militare
dove passano mezzi blindati
ad ogni ora del giorno e della notte
loro vi possono accedere facilmente
attraverso dei cancelli
che muniti di segnalatori di movimento
mettono in allarme la centrale
ogni qual volta un gatto ci passa accanto
l’unica possibilità
per la famiglia palestinese di andare al villaggio
è un piccolo cancello
chiuso con catene e lucchetti
viene aperto solo dai militari
il padre della famiglia
è riuscito ad ottenere un paio di chiavi
da usare in caso di emergenza
ci avverte e pensiamo sia un ottima possibilità
di documentare quel che sta succedendo
quindi un mio amico fotografo ed io
andiamo a visitare la famiglia
dopo nemmeno cinque minuti
arriva il primo hummer corazzato
ne scendono un paio di soldati
e ci avvertono che siamo in una zona militare
arriva una jeep sempre dell’esercito
un altro fuoristrada
poi un pulmino carico di soldati
e un altro hummer
ci saranno venti militari
ci aprono il cancello
e ci intimano di aspettare nel lato
della colonia israeliana
aspettare cosa
non si sa aspettare
a piedi arriva l’ufficiale scortato da un altro paio di soldati
noi siamo in due
con due macchine fotografiche
loro in venti
con tre mezzi corazzati
e tanti di quei fucili che potrebbero fare una guerra
iniziano una serie di domande
a cui rispondiamo candidamente
siamo turisti
che sono curiosi di capire cosa sta succedendo nella west bank
l’associazione turismo e cisgiordania
proprio non la capiscono
un sottoufficiale
-forse l’unico che parla un inglese decente-
inizia col dirci che non c’è niente da vedere nella west bank
che i palestinesi sono tutti terroristi
e che si ci vogliamo divertire
dobbiamo andare sulla costa
da dove viene lui
dove
sempre a detta sua
ci sono le ragazze più belle del mondo
che sarebbero pazze per due europei come noi
mentre parla io smetto di seguire le sue parole
un po’ la paura
che ci prendano i documenti
e ci segnalino
nel qual caso addio rinnovo del visto
e un po’ per tutte le armi che ha addosso
l’immancabile m-16
corredato di pistolone
e coltello alla rambo attaccato al giubbotto antiproiettili
perdiamo un’ora
e dopo una serie infinita di telefonate
ci dicono che se proprio ci teniamo
ci fanno rientrare
in quel covo d’integralisti
dal qual veniamo
ancora un paio di scatti
mentre loro urlano niente foto
e ce ne andiamo ancora scossi
uno di questi famigerati terroristi palestinesi
ci vede sul ciglio della strada
ci dà un passaggio
e ci offre persino un caffè
sono passate 18 ore
mi sa che il veleno che ci voleva dare il palestinese
non ha fatto effetto
o forse tutta questa paura dei palestinesi
che i soldati hanno cercato di metterci addosso
è solo una stupida politica razzista