sabato 13 settembre 2008

la violenza del mattino

come sempre appena sveglio

dedico la mia oretta alla lettura

dei maggiori quotidiani

-tutto online naturalmente-

l’agenzia ma’an news

riporta scontri nella zona di nablus

sembra che un bambino di 9 anni

sia stato accoltellato in una colonia israeliana

i settlers hanno immediatamente incolpato

i palestinesi che vivono nei due vicini villaggi

i coloni armati feriscono dieci persone

alcune in modo grave

l’esercito israeliano resta a guardare

la notizia rimbalza

su tutti i maggiori mezzi di informazione nazionali e non

su le monde appare un articolo

e i siti arabi sono pieni di dettagli dell’accaduto

in meno di un’ora

un gruppo palestinese sconosciuto

rivendica il ferimento del giovane colono

nel mio modo semplice di vedere le cose

ritengo che la rivendicazione dell’attacco

non sia altro che

una costruzione a posteriori

di un gruppo che non ha fatto niente

ma non può fare a meno di sfruttare

la pubblicità mediatica

che si è sviluppata intorno al caso

non è la prima volta che accade

è avvenuto a gerusalemme ben tre volte quest’anno

la risposta israeliana sarà violenta

e forse persino incontrollata

come quella che hanno avuto i settler stamani

coperti dall’esercito

la reazione palestinese

sarà un’emulazione dei fatti di stamattina

con attacchi diretti all’interno delle colonie israeliane

un’altra volta

le autorità israeliane

invece di controllare i fatti

e mantenere l’ordine

preferiscono scatenare i coloni fondamentalisti

innescando così una nuova ondata di violenza

nella zona di nablus

giovedì 11 settembre 2008

a nablus una sera di fine estate

qual’è la sensazione che si prova

morendo dissanguati

e se succede a pochi metri da casa tua

con tua madre che ti guarda 
e non può fare nulla
ieri sera 

un centinaio di soldati israeliani

sono entrati a nablus per arrestare

un ventiduenne legato alle brigate di al’aqsa

mentre veniva compiuta la missione

dei soldati che circondavano la casa

hanno sparato contro un ragazzo

che si aggirava nei dintorni

il ventenne viveva a poca distanza

e si era andato a informare su quel che succedeva

è stato colpito a una gamba

subito la madre accortasi del figlio rimasto a terra

ha chiamato un ambulanza

i soldati non hanno permesso ai soccorsi di avvicinarsi

lo hanno lasciato in terra

dei testimoni dicono

che il ragazzo

waled

urlava mentre dei soldati

gli estraevano i proiettili dalla gamba con un coltello

dopo 90 minuti

i soldati hanno lasciato la zona

waled è stato trasportato all’ospedale

ma già morto per il sangue perso

come può succedere una cosa del genere

senza che l’opinione pubblica si domandi

che cazzo sta combinando israele

mercoledì 10 settembre 2008

brunetta e l'unione europea allargata

tra le tante fantasiose soluzioni

del ministro brunetta

ce n’è una anche per il medio oriente

a detta del ministro dell’innovazione

la possibilità di uscire dl conflitto israelo-palestinese

sarebbe l’ingresso d’israele

nell’unione europea

insomma essendo che stiamo facendo

mille e mille problemi alla turchia

perché ancora troppa legata alla religione

sarebbe molto più sano

fare entrare lo stato ebraico

perché così si definisce israele

per farla breve

le violazioni dei diritti dell’uomo

valgono se sono commesse da mussulmani

e quindi niente europa per la turchia

invece se le violazioni

vengono commesse da ebrei israeliani

poco importa

non capisco perché

ma mi sembra un discorso razzista

mi rimangio tutto

se anche betlemme diventa

una città europea

martedì 9 settembre 2008

zeppe

una delle caratteristiche

dalle quali è riconoscere una donna israeliana

è la scarpa

amano da impazzire la zeppa

quel tipo di calzatura

a cui sembra

che abbiano incollato sulla suola un mattone

roba da anni ottanta

o al massimo per le colleghe di bocca di rosa

invece qui donne bambine

ortodosse

laiche

in carriera

osservanti

alla moda

casalinghe

e chissà che altro

sono calzate con questi trampoli

ci sono sandali alti dieci centimetri

scarpe chiuse e scure

per le signore attempate

di cuoio

di plastica

con brillantini e scritte colorate

unica regola che siano alte

ma non solo il tacco

tutta la scarpa

lunedì 8 settembre 2008

ramadan

il ramadan è cominciato da una decina di giorni

è per me la prima volta in un paese arabo

durante questo particolare momento dell’anno

osservare il ramadan significa

non mangiare bere e fumare

per tutto il tempo in cui il sole è visibile nel cielo

come potete ben immaginare

le conseguenze di questo digiuno sono ben visibili

pensate di viver in un paese come questo

dove fa un caldo infernale

e di non poter bere un solo bicchier d’acqua

dall’alba al tramonto

pensate di essere fumatori incalliti

da due pacchetti di sigarette quotidiani

a nemmeno una per tutto il giorno

inoltre ci si sorveglia gli uni gli altri

persino qui a beit sahour

dove più del novanta percento della popolazione è cristiana

non c’è una sola persona con una sigaretta in mano per strada

anche i mussulmani che non sono osservanti rispettano il ramadan

più che altro per paura del giudizio degli altri

la comunità è molto intransigente

in questo clima

capita sempre più spesso che il nostro ufficio

sia preso d’assalto

lavoro in un’associazione

dichiaratamente laica

e che si ispira a modelli anticlericali

insomma da noi sigarette e caffè

non sono spariti durante questa settimana

parlando un po’ con i colleghi mussulmani

mi rendo conto che ci sono molti di loro

che il ramadan lo rispettano

ma solo davanti agli occhi dei vicini

infatti per pranzo

semplicemente chiudono le tende

e si siedono a tavola a mangiare

ciò non toglie che la stragrande maggioranza dei palestinesi

vive questo mese rispettando il digiuno

e da un lato lo ritengo ammirevole

per la forza di volontà che ci vuole

confrontati a noi cattolici

che l’unica privazione che sopportiamo in quaresima

e non mangiare carne per un giorno alla settimana

i mussulmani mi sembrano degli eroi

ma dall’altro

non posso non notare

in particolar modo a gerusalemme

una frustrazione

che il digiuno provoca

in due giorni ho assistito a diverse liti

che sono finite con uno scontro fisico

non mi era mai capitato di vedere cose del genere

tra le mura della città vecchia

sicuramente il digiuno fa bene

al corpo e allo spirito

ma in una situazione in cui lo stress

è già altissimo per le condizioni miserrime

in cui vivono i palestinesi

decidere di sobbarcarsi anche una così grande privazione fisica

non è veramente consigliabile

almeno dal mio punto di vista di occidentale che beve e mangia

ogni volta che ne sente il bisogno

ma forse è vero che io non so privarmi di niente

venerdì 22 agosto 2008

datteri

tra i mille regali

che mi ha riservato la palestina

c’è la frutta

ho scoperto di amare il mango

e che i fichi sono buoni ad ogni ora del giorno

ma la rivoluzione sono stati i datteri

in un recente viaggio a gerico

mi sono ritrovato immerso

in enormi fronde cariche di datteri

per me erano un frutto legato al natale

o roba simile

da mangiar secco

e non troppo appetitoso

ma assaporarne di freschi

metterne uno in bocca

e sentire come si scioglie

non so come descrivere

il suo gusto dolce

ne abbiamo comprati quasi tre kg

per meno di dieci euro

un’altra di quelle cose

che rimpiangerò

appena metterò piede in italia

giovedì 21 agosto 2008

15 minuti dalla guerra

dopo che scrissi un post sui tiph

il numero di contatti sul blog

aumentò sensibilmente

in un commento mi viene detto

che avrei fatto bene ad informarmi ulteriormente

sul loro lavoro

ci ho provato

e seguendo tutte le procedure

ho chiamato l’ufficio

che mi ha dato un secondo numero

per reperire il portavoce dell’organizzazione

il quale a sua volta mi disse

mi avrebbe fatto contattare un terzo

ci sono 12 italiani attivi nel progetto

quindi uno di questi mi avrebbe chiamato

e avrei avuto modo di capire

come lavorano i tiph

nessuno mi ha mai contattato

ho richiamato due volte il portavoce

e gli ho scritto una mail

la risposta è sempre stata

ti risponderà qualcuno immediatamente

sono passati due mesi

dalla prima volta che sentii questa frase

insomma sono stato ad hebron

diverse volte da allora

e ieri mi è capitato di incontrare

tre dei tiph proprio davanti alla moschea dei patriarchi

quindi mi sono avvicinato

e dopo un paio di battute

uno di loro si è fatto riconoscere

come maresciallo dei carabinieri

dopo le presentazioni

ci ha spiegato quali sono i compiti

della presenza internazionale a hebron

come è composta una squadra

e un paio di informazioni generali

sulla situazione della città

il tutto in maniera informale

ma precisa

prima di separarci

gli ho detto che avevo il desiderio

di fare un giro per il quartiere ebraico

e lui ce l’ha sconsigliato vivamente

dicendo che rischiamo persino l’arresto

e che lui in quasi un anno di presenza

non si è mai avventurato all’interno della colonia

teoricamente questo era un saggio consiglio

ma io ho sempre amato

aver la possibilità di essere arrestato

e quindi con i miei tre compagni

ho preso la strada dritta per il quartiere ebraico

attorno a noi la desolazione

negozi sprangati

che appartenevano agli arabi

che furono scacciati dai coloni ebrei

circa ogni duecento metri

un soldato con fucile

e sulla strada principale

un paio di ragazzi con pantaloncini maglietta e m-16

che fanno jogging

dopo 20 minuti decidiamo di tornare nella zona araba

attraversiamo un checkpoint

e subito fuori vedo una specie di bomba a mano

sembra un lacrimogeno

lo prendo in mano

è pesante

rientro nel checkpoint

e chiedo che cos’è

il soldato dice una bomba sonora

che aveva lanciato

un paio d’ore prima

verso la zona araba

“perché quei terroristi facevano troppo casino”

vado via con il mio souvenir di hebron

e penso a quanto ha ragione

il maresciallo alberto che ho incontrato poco prima

quando dice che questa città sembra tranquilla

ma che bastano 15 minuti a trasformarla

in teatro di una guerra

domenica 17 agosto 2008

intestino indomito

dopo questi mesi

in cui il mio stomaco ha reagito bene

a qualsiasi cosa abbia ingurgitato

mi sentivo vaccinato

contro le varie infezioni intestinali

mi ripetevo se non è successo niente

in quasi un anno di medio oriente

bevendo il the nelle tende dei beduini

e mangiando felafel in ogni angolo

non succederà più

sono stato prodigo di consigli

nei confronti di tutti quelli che arrivavano

per trascorrere un breve periodo

mentre io mangiavo e bevevo qualsiasi cosa

ma sono stato punito

una bottiglietta di acqua

riempita da un rubinetto in un parcheggio

vicino alla porta di damasco

dal primo sorso era stranamente calda

ma un po’ l'incoscienza

e un po’ il caldo che ti farebbe bere pure la sabbia

mi hanno fatto bere fino all’ultima goccia

morale della favola

sono costretto

da un paio di giorni

a una vita tra il letto e il bagno

e soprattutto si mangia solo riso in bianco

sabato 16 agosto 2008

succhi di frutta

ovunque

anche nel paesino più piccolo

c’è un posto dove prendere una spremuta d’arancia

solitamente sono chioschi

che con una macchinetta super efficiente

spremono fino all’ultima goccia

le tre arance che diventano

il tuo bicchiere di benessere

però ramallah

ha una marcia in più

sulla piazza principale

ci sono due bar

che servono solo succhi di frutta

fatti sul momento

si può scegliere cosa bersi

zenzero con carota

o melograno con succo di canna da zucchero

qualsiasi tipo di frutta si possa trovare in palestina

loro la spremono e la mettono in bicchiere

ci sono diverse macchine per estrarre i succhi

da una piccola pressa per i bastoni di canna da zucchero

a un frullatore particolarissimo per mele e carote

inutile dire che questi due bar sono tra i più affollati

di tutta la west bank

caldo

il caldo di questi pomeriggi estivi

cristallizza il tempo

non si riesce a fare molto

anzi faccio pochissimo

mi siedo ora davanti al pc

dopo giorni passati su bus roventi

e in mezzo a strade da 40 gradi

unica consolazione

l’imbrunire

quando la temperatura diventa dolce

e si può sedere sul balcone

guardando il sole scendere

dietro le colline di betlemme

ci sono ancora un paio d’ore prima di tutto questo

ho tutta l’impressione che mi scioglierò prima

martedì 12 agosto 2008

georgia

quanto è strano

tramite i telegiornali

seguire l’evoluzione di un conflitto

mentre qui ne sto vivendo un’altro

tutte queste immagini

dove si vedono carri armati

eserciti con missili e bombardieri

guardo i video

e riconosco i mezzi militari

ma sono così diversi

da quelli che vedo quotidianamente

ascolto le dichiarazioni

che ministri e ambasciatori

rilasciano ai media di tutto il mondo

e riconosco il politichese

che ricopre i conflitti

c’è una linea che congiunge tutte le guerre

il modi di agire degli ufficiali

la disperazione dei rifugiati

e l’evidenza della morte

sono giorni che non si parla d’altro

ma non c’è nessuno

che mi sia dare un motivo vero

da dove nasce questa nuova guerra

chi l’ha covata

che poteri regalerà al vincitore

perché

martedì 5 agosto 2008

intifada musicale

una delle buone abitudini

che avrò quando tornerò in italia

sarà aljazeera

in tutti gli appartamenti dove ho vissuto finora

c’è sempre la televisione con tanto di satellite

erano anni che non avevo la televisione in casa

quindi ritrovarmi davanti a migliaia di canali

mi ha spiazzato

dopo un primo momento di ambientamento

ho trovato i canali di news

mi era già capitato di vedere la bbc

e quindi ho rincominciato

infondo la cnn non mi fa impazzire

anche se le differenze sono poche

e i vari euronews o rainews

non erano il massimo

per migliorare il mio inglese

poi quasi per caso ho iniziato a guardare

aljazeera in inglese

per molte cose è uguale a cnn e bbc

ma lascia molto spazio

a tematiche trattate meno su altri canali

tra i vari giornalisti

c’è questo riz khan

che ha un proprio programma di approfondimento

ieri sera khan aveva come ospiti

tre ragazzi danesi

ognuno con origini diverse

cubane marocchine e pakistane

più di dieci anni fa hanno fondato un gruppo musicale

suonano un hip-hop

contaminato dalle loro diverse origini culturali

si chiamano outlandish

-in danese straniero-

molti dei loro testi

hanno un evidente impegno politico

tra le altre la canzone

look into my eyes

è un vero e proprio atto di accusa

persino il video ha un senso

mi sembra pazzesco dirlo

ma per un momento

ho creato un parallelo

tra il messaggio

del mio ebreo preferito

robert zimmerman

e questo gruppo che canta di integrazione

denunciando apertamente il sistema

lascio il link del video

http://www.youtube.com/watch?v=3P12aqVeZkQ

domenica 3 agosto 2008

waltz with bashir

tra le cose che mi mancano di più

in questo anno a betlemme

c’è sicuramente il cinema

in west bank possibilità di andare al cinema

ce ne sono poche

proiezioni sporadiche di qualche associazione

e forse un cinema a ramallah

ma sinceramente non so

quindi quando mi hanno parlato

di questo cinema old style

con caffetteria in una zona residenziale

di gerusalemme mi ci sono fiondato

che bella sensazione

la sala che si riempie

si chiudono le porte

la bobina inizia a girare

e trailers di films usciranno in autunno

riempiono lo schermo

ho visto un cartone animato

waltz with bashir

già presentato al festival di cannes

la storia è la riscoperta dei ricordi del regista

sulla guerra in libano del 1982

in particolare sul massacro del campo profughi

di sabra e shatila

il film é ben fatto

sin dalla prima scena si è completamente partecipi

e alla conclusione

le domande che mi pongo

alzandomi dalla mia poltrona

sono tutt’altro che scontate

il primo commento che posso distinguere

tra il rumore del pubblico che si alza

è che tutti gli israeliani dovrebbero

vedere questo film

il problema

in sala eravamo poco più di venti

sabato 2 agosto 2008

palestina si ma in giordania

stavo parlando con un ragazzo israeliano

che vive a gerusalemme

di origini franco-statunitensi

ad un tratto ho fatto un’osservazione

sullo stato delle cose in israele

e ho subito aggiunto che il mio punto di vista

è comunque parziale

perché io non vivo qui

lui mi ha guardato in cagnesco

e mi ha chiesto dove vivo

ci conosciamo da tempo

e sapeva già che vivo a beit sahour

quindi ho detto chiaramente

io vivo in palestina

qui è iniziata una serie di osservazioni

sul fatto che la palestina non è uno stato sovrano

e tutta una propaganda sionista

nella quale non esistono i palestinesi

dove i beduini sono dei rom

e andrebbero schedati come in italia

dove i morti sono solo quelli della shoah

dove gaza in fondo è un bel posto

dove hamas è solo terrorismo

insomma una serie di luoghi comuni

per poi finire con uno dei commenti

che si ascoltano più spesso quando si parla

con un israeliano sulla soluzione del conflitto

il concetto è semplicissimo

i palestinesi se ne devono andare in giordania

insomma la palestina esisterà

ma in altro posto

e chi non vuole andar via

vivrà una condizione da cittadini di seconda classe

insomma mi sembra molto furbo

che un popolo che ha subito

uno sterminio da parte di un governo razzista

cerchi di creare uno stato

dove il diverso o se ne va

o vive la discriminazione quotidianamente

la cosa pazzesca

è che questo ragazzo

studia scienze politiche

la nuova classe dirigente israeliana

wow

giovedì 31 luglio 2008

visto per passaporto

poco dopo le 14

mi chiama un amico e dice

mi serve un favore

devi andare a tel aviv

a recuperarmi il passaporto

solitamente funziona così

quando un ragazzo vuole andare in vacanza

o molto più probabilmente

è invitato a una conferenza

o a uno scambio internazionale

deve seguire un iter lunghissimo

per ottenere il visto del paese che l’ospiterà

i passaporti palestinesi

devono andare in ambasciata a tel aviv

e qui viene dato il visto

ma i tempi sono sempre un mistero

si può aspettare anche un mese

e la maggior parte delle volte

si scopre che il visto è pronto

solo un giorno prima della data fissata per la partenza

quindi il palestinese non può andare

a prendere il passaporto in ambasciata a tel aviv

e di solito entra in campo

un internazionale come me

sul bus iniziano le telefonate

in ambasciata

poi il fax con la delega

e un sacco di passaggi burocratici

che in fondo non è neanche il caso

di stare ad elencare

vorrei solo far capire

che difficoltà sorgono ogni volta

che un palestinese vuole viaggiare

il paese per scelta israeliana

non ha la possibilità di mandare

i propri figli in giro

perdendo così il ruolo

di import export di idee

che ogni paese moderno necessita

lunedì 28 luglio 2008

coloni aggrediscono membro dei cpt

ieri a sud di hebron

un americano è stato malmenato

da due coloni israeliani

l’unica colpa

stava accompagnando un gruppo di bambini palestinesi

dal centro estivo a casa

la strada da percorrere

passa nelle vicinanze di un outpost israeliano

-gli outpost sono solitamente

un gruppetto di roulotte

poco distanti da una colonia israeliana

le colonie stesse sono illegali

per la legge internazionale

e secondo diverse raccomandazioni dell’onu

dovrebbero essere smantellate-

le aggressioni dei coloni sono frequenti

4 anni fa il parlamento israeliano

ha deciso che l’esercito

deve scortare i bambini che percorrono questa strada

per evitare che i coloni usino violenza contro di loro

il problema è che l’esercito non invia sempre la scorta

ma la strada viene utilizzata lo stesso

dai bambini dei villaggi per andare a scuola

durante quest’anno scolastico

gli attacchi dei coloni sono stati 14

ieri i venti bambini erano accompagnati da due volontari

dei christian pacemaker team

i coloni hanno iniziato a lanciare pietre

hanno raggiunto uno dei due volontari

lo hanno malmenato

e gli hanno rotto sulla testa la videocamera

che l’americano portava con sé

per documentare eventuali aggressioni

portato all’ospedale è stato dimesso solo in serata

dopo che gli sono stati applicati diversi punti di sutura

su un profondo taglio vicino all’occhio sinistro

giovedì 24 luglio 2008

fiero di essere italiano

"La Repubblica", 23 luglio 2006, p. 9
"L'ambasciatore di Gerusalemma all'ONU, Dan Gillerman, ha protestato ieri per il saluto militare che due soldati italiani della missione [UNIFIL] hanno fatto al passaggio degli autocarri con le bare di circa 200 tra terroristi e miliziani arabi"
"... Gillerman ha deciso di rendere pubblico il dolore che quella foto [che mostra due soldati italiani che salutano i caduti arabi] ha provocato in Israele, protestando al Palazzo di Vetro e chiedendo la rimozione dei soldati [enfasi aggiunta]".
Il rappresentante dell'Italia ha spiegato che ai nostri soldati si insegna a salutare i morti, anche se non sono "i nostri morti" e anche se non sono della "nostra religione".

mercoledì 23 luglio 2008

sentenza di morte

sono stato uno tra i primi

ad arrivare con la macchina fotografica

sul luogo dell’attentato ieri mattina

le sirene ci hanno convinti a scendere in strada

siamo corsi a vedere che succedeva

mai avrei pensato a un altro bulldozer

ma lo spirito di emulazione

si è ormai diffuso

ci sono diversi particolari che sarebbero degni di nota

guardando il video

fatto con un cellulare

si vede in diretta l’uccisione dell’autista

la cosa pazzesca è con quale sangue freddo

si dicono i due che hanno sparato

è ancora vivo

e la guardia di frontiera

spara altri colpi

lo vuole morto

non c’è nessuna intenzione

di arrestarlo

di capire chi è

e consegnarlo alla giustizia

il caterpillar è fermo

il palestinese alla guida

è stato colpito da ormai più proiettili

ma la guardia di frontiera

sentenzia la condanna a morte

e gli spara addosso altri colpi

con il suo fucile m-16

sicuramente sono fatto in modo sbagliato

ma come può un uomo

decidere ed eseguire una cosa del genere

sapendo che il terrorista

è già morente e inerte

l’attentato di ieri si porta dietro

15 feriti

uno dei quali in modo grave

e un morto

il palestinese

freddato da altro poliziotto

che oggi è dipinto come un eroe

sui giornali locali

martedì 22 luglio 2008

mar morto

sul fianco della montagnola

che la strada costeggia

si legge a grandi lettere

che siamo sotto il livello del mare

la strada continua in discesa

il caldo è indescrivibile

sono le sette di sera

e la macchina con tutti i finestrini aperti

corre a una velocità indescrivibile

ma egualmente siamo tutti in un bagno di sudore

destinazione mar morto

sono passati sette mesi

da quando vivo qui

e non i sono ancora mai permesso

il lusso di un bagno

spiagge solo a pagamento

ma per oggi facciamo i turisti

e non ci lamentiamo troppo

paghiamo e ci si tuffa in acqua

che è salatissima

tanto salata che se ti tocchi gli occhi

rischi di non vederci più

e doverti far portare a riva da qualcuno

inoltre la cosa più in voga

e riempirsi le mani

con il fango che c’è sul fondale

e cospargerselo addosso

insomma si vedono persone con i piedi in acqua

ricoperti di questo fango oleoso

sembra faccia benissimo alla pelle

non so a me fa abbastanza senso

pensare di mettere le mani in acqua

e poi passarsi addosso

sta roba che sembra una saponetta di terra

inoltre la possibilità

di stare a galla e incredibile

sembra di volare sull’acqua

tutti questo sale la rende densa

tutto sommato è stata una bella gita

unico particolare

il viaggio di ritorno è durato

tre volte quello di andata

un check point era chiuso

ci hanno tenuto fermi in coda

per un’eternità

e non solo noi che tornavamo da fare il bagno

ma anche chi aveva lavorato tutto il giorno

e anche quelli nella macchina davanti a noi

padre madre e 5 figli

il più piccolo di qualche mese

lunedì 21 luglio 2008

grilletto facile

ci sono delle volte

che guardando il comportamento

dei soldati dell’esercito israeliano

viene da chiedersi

come possano definire terroristi i palestinesi

un paio di settimane fa

durante una dimostrazione nonviolenta

un ventottenne palestinese

viene tratto in arresto

bendato e le mani ammanettate dietro la schiena

in piedi dietro una jeep

un’ufficiale lo tiene per un braccio

e un soldato a meno di un metro e mezzo di distanza

spara alla gamba del ragazzo

con un m-16

caricato con proiettili di gomma

-si chiamano proiettili di gomma

ma sono biglie di acciaio con un diametro

poco superiore al centimetro

ricoperte da un paio di millimetri di gomma dura-

questo tipo proiettili

non è letale

ma è studiato per colpire

bersagli lontani e solo di rimbalzo

mi domando come queste violazioni

dei diritti dell’uomo

possano essere tollerate

l’esercito non ha preso provvedimenti

contro il soldato

fino a ieri quando

il video dello sparo è stato diffuso

sembra che ora sia stata aperta un’inchiesta

domenica 20 luglio 2008

al semaforo

non ricordo dove lo lessi

ma qualcuno ritiene che

il grado di civiltà di una società

è misurabile rispetto ai semafori

cioè quanti ce ne sono

come funzionano

se vengono rispettati

e così via

detta così noi italiani siamo primitivi

ma qui in israele

non li saprei definire

hanno dei semafori

che a volte ti costringono

a stare su minuscoli spartitraffico

per un’eternità

oggi ero a gerusalemme ovest

e trovandomi in questa situazione

di precario equilibrio

ho deciso di attraversare

una poliziotta poco distante

mi urla in ebraico

io mi avvicino

e le chiedo cosa c’è

appena sente che parlo in inglese

le si dipinge un sorriso sul viso

mi chiede se sono arabo

e se sono un turista

rispondo che no

non sono arabo

e che no

non mi considero più un turista

sorride di nuovo e mi chiede

se ho deciso di fare aliyah

sono sbalordito

un minuto fa ero un arabo da rimproverare

perché passa con il rosso

e adesso lei diventa tutta carina

perché sono diventato un ebreo

pronto a chiedere la cittadinanza israeliana

naturalmente le ho detto che non sono ebreo

e lei ha continuato

chiedendomi se mia madre è ebrea

proprio non le entra in testa

che io non sono né arabo né ebreo né turista

venerdì 18 luglio 2008

pietre per cena

ieri per cena siamo andati

a casa di una famiglia palestinese

su una delle colline di betlemme

case costruite e in costruzione

senza un’evidente logica urbanistica

ma per questo affascinanti

come solo un paesaggio arabo sa essere

vicino a dove ceniamo

c’è un martello pneumatico

che lavora senza sosta fino oltre alle dieci

e si interrompe solo quando

dal minareto inizia la chiamata alla preghiera

per ricominciare appena il muezzin

lascia la vallata nel silenzio

come ogni cena araba

non ci sono piatti e posate

ma solo pane e grandi vassoi pieni di gusti indescrivibili

vorrei saper dipingere questi sapori

mentre ci complimentiamo con la cuoca

che comunque non mangia con noi

la cena è solo per gli ospiti

il padre della famiglia e i figli maschi

il ragazzo che ci ha invitato

ci racconta cosa hanno mangiato

durante i periodi di magra

quando l’esercito israeliano

imponeva il coprifuoco anche qui

e poi scherzando dice

mia madre è talmente una brava in cucina

che potrebbe aver cucinato le pietre

mentre noi volevamo lanciarle

contro i carri armati israeliani

dopo mangiato il padre in un impeccabile inglese

mi coinvolge in una conversazione

sulla situazione politica mediorientale

devo dire che il suo punto di vista è più che lungimirante

mi domando perché gli intellettuali palestinesi

come lui

siano costretti a vivere in questo limbo

al limite della miseria

e senza nessuna vera possibilità

da offrire ai propri figli

se non la coscienza che la palestina

non si libererà dall’occupazione israeliana

senza un nuovo conflitto

non vorrei che qualcuno mi fraintenda

non è una chiamata alle armi

è solo una riflessione

su che tipo di giustizia cercheranno

i palestinesi dopo tutte le umiliazioni subite

giovedì 17 luglio 2008

cronaca di una morte annunciata

in italia ha avuto poco risalto

ma per il mondo arabo

lo scambio di prigionieri tra israele e hezbollah

è stato un evento importantissimo

israele ha ottenuto le salme di due soldati

di cui non si aveva notizia da due anni

rilasciando come controparte

5 miliziani di libanesi

e consegnando 199 bare

contenenti i resti di altrettanti libanesi

uccisi dall’esercito israeliano

tra i 5 miliziani rilasciati

c’è un controverso personaggio

in carcere da quasi 30 anni

accusato della morte di 3 civili israeliani

tra cui una bambina

in libano ieri è stata una festa

mentre israele ha accolto le due salme

con una giornata di lutto

senza dare alito alla polemica

se lo scambio è stato equo

mi piacerebbe

che tutti capissero cosa ha detto oggi

un portavoce dell’esercito israeliano

è stato dichiarato

che il miliziano rilasciato

è già sulla lista del mossad

delle persone da eliminare al più presto

gli viene consigliato di non uscire di casa

insomma

israele libera un prigioniero

e il giorno successivo dichiara

che il servizio segreto più efficiente al mondo

ha già deciso di ucciderlo

la fine di olmert

in quest’ultima settimana

è stato dato molto risalto

all’attività di olmert in campo internazionale

per l’ennesima volta si parla di una soluzione

del conflitto con la siria

le pagine dei giornali israeliani

sono invece piene di ricevute

che lo stesso olmert si fece rimborsare da più enti

tra cui lo stato israeliano

come in ogni paese occidentale

la corruzione anche se diffusa

viene duramente condannata dall’opinione pubblica

-questo passo ancora ci manca in italia-

la credibilità del premier

è al minimo storico

la possibilità di un nuovo mandato

è ormai remota

rimane da capire perché questo slancio

in politica estera

probabilmente è solo un operazione di facciata

un esponente politico

che presto rimarrà privo di potere

tende la mano a un nemico storico

però è ormai una persona che conta poco

nello scenario israeliano

le sue promesse potranno facilmente non essere rispettate

e i suoi propositi completamente ignorati

allora perché lo fa

non sarà mica un falsa apertura

per fare notizia

e cercare di lasciare un’impronta

prima di sparire

mercoledì 16 luglio 2008

camicia da viaggio

come sempre

al ritorno da un viaggio

la mia paura alla frontiera israeliana

è incontrollabile

basta una parola in più o una in meno

e rischio di subire diverse ore d’interrogatorio

il massimo per adesso è stato circa 240 minuti

la sicurezza dell’aeroporto di ben gurion

non credeva alla mia versione dei fatti

ma questo successe più di un mese fa

quindi ieri al mio rientro in israele

ero molto spaventato

non posso dire alle autorità di frontiera

che voglio andare in palestina

non posso dire che lavoro

per un associazione d’informazione alternativa

devo stare attento a cosa metto nel mio bagaglio

non ci devono essere riferimenti

ad attività politiche

ne libri con scritto palestina

o riferimenti ai diritti dell’uomo

insomma la vivo un po’ come un incubo

tutti i miei interessi possono risultare sospetti

ma ho un arma segreta

una camicia che mi fa sembrare un bravo ragazzo

in più ormai conosco un paio di parole in ebraico

che una volta dette creano una specie

di contatto con l’addetto alla sicurezza

solitamente sono ragazze poco più che ventenni

che controllano i documenti

e fanno un sacco di domande

dove vai

da dove vieni

chi paga il viaggio

hai un’assicurazione

quanti soldi hai in banca

ieri sono stato veramente fortunato

poco meno di trenta secondi

ed ho ottenuto un visto per tre mesi

unico problema

la mia camicia fortunata

è ormai prossima al pensionamento

ha perso un bottone

e il colore si sta sbiadendo

speriamo sia solo scaramanzia

ma sono già preoccupato per la prossima volta