sabato 13 settembre 2008

la violenza del mattino

come sempre appena sveglio

dedico la mia oretta alla lettura

dei maggiori quotidiani

-tutto online naturalmente-

l’agenzia ma’an news

riporta scontri nella zona di nablus

sembra che un bambino di 9 anni

sia stato accoltellato in una colonia israeliana

i settlers hanno immediatamente incolpato

i palestinesi che vivono nei due vicini villaggi

i coloni armati feriscono dieci persone

alcune in modo grave

l’esercito israeliano resta a guardare

la notizia rimbalza

su tutti i maggiori mezzi di informazione nazionali e non

su le monde appare un articolo

e i siti arabi sono pieni di dettagli dell’accaduto

in meno di un’ora

un gruppo palestinese sconosciuto

rivendica il ferimento del giovane colono

nel mio modo semplice di vedere le cose

ritengo che la rivendicazione dell’attacco

non sia altro che

una costruzione a posteriori

di un gruppo che non ha fatto niente

ma non può fare a meno di sfruttare

la pubblicità mediatica

che si è sviluppata intorno al caso

non è la prima volta che accade

è avvenuto a gerusalemme ben tre volte quest’anno

la risposta israeliana sarà violenta

e forse persino incontrollata

come quella che hanno avuto i settler stamani

coperti dall’esercito

la reazione palestinese

sarà un’emulazione dei fatti di stamattina

con attacchi diretti all’interno delle colonie israeliane

un’altra volta

le autorità israeliane

invece di controllare i fatti

e mantenere l’ordine

preferiscono scatenare i coloni fondamentalisti

innescando così una nuova ondata di violenza

nella zona di nablus

giovedì 11 settembre 2008

a nablus una sera di fine estate

qual’è la sensazione che si prova

morendo dissanguati

e se succede a pochi metri da casa tua

con tua madre che ti guarda 
e non può fare nulla
ieri sera 

un centinaio di soldati israeliani

sono entrati a nablus per arrestare

un ventiduenne legato alle brigate di al’aqsa

mentre veniva compiuta la missione

dei soldati che circondavano la casa

hanno sparato contro un ragazzo

che si aggirava nei dintorni

il ventenne viveva a poca distanza

e si era andato a informare su quel che succedeva

è stato colpito a una gamba

subito la madre accortasi del figlio rimasto a terra

ha chiamato un ambulanza

i soldati non hanno permesso ai soccorsi di avvicinarsi

lo hanno lasciato in terra

dei testimoni dicono

che il ragazzo

waled

urlava mentre dei soldati

gli estraevano i proiettili dalla gamba con un coltello

dopo 90 minuti

i soldati hanno lasciato la zona

waled è stato trasportato all’ospedale

ma già morto per il sangue perso

come può succedere una cosa del genere

senza che l’opinione pubblica si domandi

che cazzo sta combinando israele

mercoledì 10 settembre 2008

brunetta e l'unione europea allargata

tra le tante fantasiose soluzioni

del ministro brunetta

ce n’è una anche per il medio oriente

a detta del ministro dell’innovazione

la possibilità di uscire dl conflitto israelo-palestinese

sarebbe l’ingresso d’israele

nell’unione europea

insomma essendo che stiamo facendo

mille e mille problemi alla turchia

perché ancora troppa legata alla religione

sarebbe molto più sano

fare entrare lo stato ebraico

perché così si definisce israele

per farla breve

le violazioni dei diritti dell’uomo

valgono se sono commesse da mussulmani

e quindi niente europa per la turchia

invece se le violazioni

vengono commesse da ebrei israeliani

poco importa

non capisco perché

ma mi sembra un discorso razzista

mi rimangio tutto

se anche betlemme diventa

una città europea

martedì 9 settembre 2008

zeppe

una delle caratteristiche

dalle quali è riconoscere una donna israeliana

è la scarpa

amano da impazzire la zeppa

quel tipo di calzatura

a cui sembra

che abbiano incollato sulla suola un mattone

roba da anni ottanta

o al massimo per le colleghe di bocca di rosa

invece qui donne bambine

ortodosse

laiche

in carriera

osservanti

alla moda

casalinghe

e chissà che altro

sono calzate con questi trampoli

ci sono sandali alti dieci centimetri

scarpe chiuse e scure

per le signore attempate

di cuoio

di plastica

con brillantini e scritte colorate

unica regola che siano alte

ma non solo il tacco

tutta la scarpa

lunedì 8 settembre 2008

ramadan

il ramadan è cominciato da una decina di giorni

è per me la prima volta in un paese arabo

durante questo particolare momento dell’anno

osservare il ramadan significa

non mangiare bere e fumare

per tutto il tempo in cui il sole è visibile nel cielo

come potete ben immaginare

le conseguenze di questo digiuno sono ben visibili

pensate di viver in un paese come questo

dove fa un caldo infernale

e di non poter bere un solo bicchier d’acqua

dall’alba al tramonto

pensate di essere fumatori incalliti

da due pacchetti di sigarette quotidiani

a nemmeno una per tutto il giorno

inoltre ci si sorveglia gli uni gli altri

persino qui a beit sahour

dove più del novanta percento della popolazione è cristiana

non c’è una sola persona con una sigaretta in mano per strada

anche i mussulmani che non sono osservanti rispettano il ramadan

più che altro per paura del giudizio degli altri

la comunità è molto intransigente

in questo clima

capita sempre più spesso che il nostro ufficio

sia preso d’assalto

lavoro in un’associazione

dichiaratamente laica

e che si ispira a modelli anticlericali

insomma da noi sigarette e caffè

non sono spariti durante questa settimana

parlando un po’ con i colleghi mussulmani

mi rendo conto che ci sono molti di loro

che il ramadan lo rispettano

ma solo davanti agli occhi dei vicini

infatti per pranzo

semplicemente chiudono le tende

e si siedono a tavola a mangiare

ciò non toglie che la stragrande maggioranza dei palestinesi

vive questo mese rispettando il digiuno

e da un lato lo ritengo ammirevole

per la forza di volontà che ci vuole

confrontati a noi cattolici

che l’unica privazione che sopportiamo in quaresima

e non mangiare carne per un giorno alla settimana

i mussulmani mi sembrano degli eroi

ma dall’altro

non posso non notare

in particolar modo a gerusalemme

una frustrazione

che il digiuno provoca

in due giorni ho assistito a diverse liti

che sono finite con uno scontro fisico

non mi era mai capitato di vedere cose del genere

tra le mura della città vecchia

sicuramente il digiuno fa bene

al corpo e allo spirito

ma in una situazione in cui lo stress

è già altissimo per le condizioni miserrime

in cui vivono i palestinesi

decidere di sobbarcarsi anche una così grande privazione fisica

non è veramente consigliabile

almeno dal mio punto di vista di occidentale che beve e mangia

ogni volta che ne sente il bisogno

ma forse è vero che io non so privarmi di niente