sabato 31 maggio 2008

matrimonio

non ricordo su quale biografia lo lessi

ma provando a braccio a ricostruire il concetto

dovrebbe essere più o meno così

non potrai mai essere un fotografo

se non hai seguito almeno un matrimonio

e io da sano sadico

quale sono mi dicevo

che cosa vuoi che sia un matrimonio

foto semplici

una buona luce

tutti bevono

insomma è impossibile che sia così pesante

errore

il collega con cui divido l’ufficio

si è sposato in questi giorni

ed era inevitabile che mi chiedesse

di far le foto per loro

qui non è come in italia

quasi nessuno ha una macchina fotografica

quindi tutti

appena vedono che stai scattando

si mettono in mezzo

per essere anche loro immortalati

decine di persone che ti chiedono foto

bambini che non ne hanno mai abbastanza

e come sempre tutto in arabo

in più qui i matrimoni

si svolgono in diverse parti

in un primo momento

si va per il matrimonio civile

giorni dopo c’è la festa separata

a casa dello sposo e della sposa

ma meglio non dire casa

diciamo è una festa per tutto il villaggio

naturalmente ogni festa è a sua volta divisa in due

una all’interno

dove le donne ballano

con dei ritmi ossessivi

tali che io cado in trance

se resto a guardare per più di dieci minuti

mentre gli uomini

costruiscono un palchetto appena fuori dalla casa

e a loro volta

iniziano a dimenarsi

fino a che non sono grondanti di sudore

non finisce qui

perché il giorno dopo

lo sposo va casa della sposa

e la porta nella loro nuova casa

quindi altra festa

e altre foto in abito nuziale

in tutto questo io sono europeo

quindi sono riuscito a complicarmi la vita

proponendo le foto in un giardino

con fiori e erba

insomma l’unico posto adatto

si è rivelato

il cortile interno dell’ospedale di betlemme

provate a immaginarvi

i freschi sposi

che passano in corsia

seguiti da macchina fotografica e videocamera

e naturalmente un paio di parenti

che non possono mai mancare

poi finalmente il ricevimento

ma qui da bere solo sprite e caffè

cazzo sono pure mussulmani

quindi neanche per sogno

si può accennare alla birra ghiacciata

di cui avrei bisogno

e non si mangia nemmeno

solo la torta

da non credere

più di mille foto

e sono tornato a casa affamato

assetato e sudato

come si è risolta

lo sposo ha ordinato a domicilio per loro e per me

hamburger birra e patatine

ma non lo dite alle loro famiglie

alcol e maiale sono vietati per l’islam

giovedì 29 maggio 2008

stereotipi

la prima volta che arrivai qui

parlo ormai di quasi dieci anni fa

ebbi l’impressione di trovarmi

in un mondo diverso

o meglio la prima cosa che dissi tornato in italia

era che la gente guidava come pazzi

su dei furgoncini tutti rotti

e per far partecipe l’ascoltatore

dicevo sai come quelli messicani

ora io in messico non ci sono mai stato

e i pulmini in cui vengo scarrozzato

mi rendo conto con il senno di poi

sono una cosa tipica

di tutti i paesi in via di sviluppo

cioè con milioni di km

e quando dico milioni non lo dico per dire

tenuti assieme con saldature

e tanto nastro isolante

oggi quando mi è tornato in mente questo particolare

ho capito quanto la mia formazione

è avvenuta su dei cliches di film americani

il posto dove c’è arretratezza culturale

è il messico

ma il fatto che ora vedo gli errori

mi dà la speranza di dire che

per tutti coloro che sono cresciuti

tentando di assomigliare

sempre di più a un personaggio di mtv

c’è ancora possibilità di salvezza

e dio non centra niente

la cura

tanta informazione

una marea di delta9-THC

lasciare l’università

rompere con la propria famiglia

periodici problemi con l’alcol

sacco a pelo sempre pronto

una sana quantità di ottima musica

e la persona giusta accanto

sabato 24 maggio 2008

oush grab

vivo un po’ fuori città

le case si fanno più basse

e con i cortili più ampi

dietro la strada principale

si allarga la valle tutta coltivata

dalla finestra di camera mia

si vedono un paio di casette

e poi orti finché la collina ricomincia a risalire

proprio in mezzo

si intravedono due edifici larghi e bassi

una base militare in disuso

prima dei giordani

poi degli israeliani

é adesso diventata proprietà

del comune di beit sahour

inutilizzata da anni

lo scorso sabato

una cinquantina di coloni israeliani

hanno visitato il posto

è sembrano intenzionati a trasferircisi

funziona così

vedono un posto in disuso

e ci si piazzano

che poi il posto sia in piena zona

sotto l’autorità palestinese poco importa

loro la fanno semplice semplice

ci portano i camper

e dopo tre anni che ci vivono

lo stato è costretto per legge

a costruire strutture permanenti

e un pezzo di terra che i palestinesi

non hanno le risorse per utilizzare

diventa israeliano

questo lo chiamo rubare la terra

per adesso qua dietro casa mia

non ci abitano ancora

ma ieri sono venuti nuovamente

e stavolta con le armi

venerdì 23 maggio 2008

palestine investment conference

un concetto

e solo uno

sono riuscito a farmi entrare in testa

dopo tre giorni di conferenza

fino alla fine degli anni novanta

la maggior parte degli aiuti umanitari

che riceveva l’autorità palestinese

venivano utilizzati per la realizzazione di infrastrutture

su questa idea

si modellarono negli anni

tutti gli accordi economici

con i paesi confinanti

tra le poche cose che israele

ha concesso some importabili

alla palestina

ci sono quasi esclusivamente

materiali per l’edilizia

nell’ultimo decennio

gli aiuti umanitari sono stati dirottati altrove

-sulla destinazione dei quali

é meglio non parlare-

quindi ora rimane la necessità

ti continuare la costruzione di queste infrastrutture

per rendere il paese capace di crescere

ma chi è che ci mette i soldi per costruire adesso

semplice gli investitori internazionali

che fanno investimenti e non azioni di altruismo

quindi bisognerà che l’ospedale

la scuola la casa

che vengono costruiti

siano produttivi

insomma fino ad oggi credevo che l’unico problema

fossero gli israeliani

che si prendono pezzi della Palestina

e non danno in cambio neanche la dignità

ma oggi la nuova frontiera del governo

è vendere agli stranieri

prima che gli ebrei se lo prendano

quindi chi ci rimane in mezzo

come al solito i palestinesi

che o perdono il loro pezzo di terra

a favore dell’esercito israeliano

o per un’ipoteca con una finanziaria internazionale

mercoledì 21 maggio 2008

l'inizio é tutto

finalmente e

felicemente è iniziata

questa benedetta conferenza

sono due settimane che non si parla d’altro

figuriamoci betlemme è blindata

quasi come quando fu qui bush

le strade sono pulite

e stanno persino riverniciando

le poche strisce che ci sono in terra

io per la prima volta

sono mandato da solo per coprire l’evento

insomma un vero giornalista

quasi da non crederci

così ieri sono andato a ritirare

il pass per la stampa

non so un misto tra emozione

e felicità

fiero di me

mi aspetto di arrivare in bel ufficio

e vedere una segretaria che cerca il mio cartellino

ma dimenticavo che siamo in palestina

quindi l’ufficio non era pronto

e la distribuzione avveniva in un gazebo

c’era una segretaria

anzi due

ma per avere il cartellino

bisognava tuffarsi in mezzo a una folla

che rovistava su un tavolino

uno di quelli bassi da mettere davanti al divano

se devi proprio utilizzare la modalità self-service

puoi almeno mettere un tavolo ad altezza normale

invece tutti chini e urlanti

ognuno cercava il proprio pass

in questo tremendo casino che c’era sul tavolo

pensavo di fare un ingresso trionfante

nel mondo della stampa

e invece ero al mercato

come sempre

www.pic-palestine.ps

lunedì 19 maggio 2008

sessualità

la frustrazione sessuale in questo paese

é comparabile solo con se stessa

un cocktail fatto di cultura islamica

una forte presenza cristiana

la minaccia ebraica

poi il turismo

e una marea di internazionali

che lavorano nelle associazioni

tutto questo cosa comporta

che tutti pensano di avere una mente aperta

e invece anche io

mi ritrovo intrappolato in questa rete

di preconcetti e taboo

se abbracci una ragazza per strada

rischi di creare un incidente diplomatico

ma i problemi sono sempre per le donne

un ragazzo è visto come uno scapestrato

ma si dice che può sempre mettere la testa a posto

invece una ragazza

viene chiamata puttana solo perché offre un caffè

a un compagno di classe

il problema è che gli uomini sono incontenibili

sono convinti di avere in mezzo alle gambe

una specie di calamità per le donne

lo spiega benissimo la satrapi

in persepolis

per gli arabi la donna può far cadere in tentazione l’uomo

da qui il burka e il velo

che servono a coprire parti del corpo

alla quale vista l’uomo è molto sensibile

e se a tutto questo si aggiunge che la donna

è attratta dagli uomini in modo inarrestabile

bisogna che la società

sia ben organizzata per evitare

ce le donne mostrino parti del corpo

riservate all’intimità

infatti un uomo dopo che le ha viste

ha il diritto a non contenersi più

cercate di immaginare questa teoria

applicata in una società come quella di betlemme

dove la presenza di cristiani e internazionali

scombina questa rigidità mussulmana

cosa succede

che una ragazza araba che gira senza velo

e che magari frequenta cristiani

è considerata una libertina

e di conseguenza gli uomini si prendono

con lei delle libertà

che non si prenderebbero mai

con una ragazza con il velo

domenica 18 maggio 2008

in barba

una delle tante cose che si dicono sul mossad

il servizio segreto israeliano

è che sia il più efficiente del mondo

a dimostrazione di questo

ci sono tutti gli attentati

nei confronti delle personalità palestinesi

che vivono in ogni angolo del mondo

il tutto iniziò negli anni ottanta

con bombe e commandi armati in europa

le vittime appartenevano all’elite

culturale e politica palestinese

ma questa è un’altra storia

l’esercito è uno dei meglio armati al mondo

la sua aviazione è seconda solo a quella statunitense

e diciamoci la verità

i tre miliardi di dollari di aiuti militari

che gli usa danno annualmente a israele

si vedono

però

c’è un ometto di mia conoscenza

che con il suo furgone se ne batte altamente

lui è palestinese di gerusalemme

e questo gli garantisce una buona libertà di movimento

rispetto a chi vive nella west bank

vengono spesi 2 milioni di dollari

per ogni km di muro

però fino ad ora lui è andato ovunque

se hai bisogno di andare

in un posto non sicuro

in un posto dove non dovresti esserci

basta che chiami lui

se esiste una strada

lui la conosce

e se non esiste

c’è comunque un’altra via percorribile

la cosa pazzesca

è che ti dicono che il muro

il mossad

l’esercito

tutta questa sicurezza privata

-per entrare in un centro commerciale

devi passare attraverso un metal detector-

servono per bloccare

gli attentati suicidi dei palestinesi

ma ora la domanda che mi pongo

ma se un singolo riesce a farla in barba a tutti

cosa può fare un’organizzazione

come hamas o la jehad islamica

quindi a cosa serve il muro

a cosa serve questo stato di polizia

se gli attentati è chiaro che non dipendono

dalla possibilità di attuarli

mercoledì 14 maggio 2008

tamarri

ogni tanto

sarà per le droghe

sarà per l’alcol

ma ho delle illuminazioni

cose che mi stanno davanti agli occhi

tutti i giorni

e che non noto

diventano chiare

e intrise di significato

saranno passate almeno due settimane

ma vi racconto una cosa

che mi è tornata in mente

solo un paio d’ore fa

e non riesco a smettere di pensarci

eravamo in macchina

con uno di questi tamarri palestinesi

ha una macchina che è tutta un tuning

una subaru che quando accelera

fa la fiammata

dal tubo di scappamento

un ragazzo ebreo

su un’altra subaru

si accosta

e sgasa un po’

da bravi zarri

scatta la gara

sembra che ogni momento sia buono

per darsi una sportellata

invece

un semaforo e si fermano entrambi

uno scambio di battute

e alla fine persino una bella risata

il tutto in ebraico

quindi per me più impossibile del arabo

ma la volete sapere una cosa

si sono scambiati i numeri di telefono

e il mio amico palestinese

ha presentato l’ebreo

al suo fornitore di ricambi per auto

e adesso si sono messi tutti e due

lo stesso spoiler

ma la cosa che mi stupisce

è che io ho visto un arabo e un ebreo

e mi è sembrato che

la competizione nascesse da quello

invece loro hanno solo visto

un tizio con la macchina simile alla propria

e non han saputo far a meno

di mostrare quanto la loro macchina era fica

insomma due tamarri

che delle religioni

e della guerra proprio se ne sbattono

martedì 13 maggio 2008

tiph

com’é facile immaginare

ci sono mille organizzazioni

che lavorano ad hebron

la città più popolosa della west bank

annovera tra gli altri i tiph

presenza temporanea internazionale ad hebron

a parte il termine temporanea

che è abbastanza simpatico

sapendo che è qui ormai da 11 anni

di loro si può dire che

sono un’organizzazione governativa

composta da membri di sei nazionalità

tra cui un paio d’italiani

il ruolo è quello di fare gli osservatori

delle violazioni che i coloni israeliani

e l’esercito commettono

nei confronti dei palestinesi

a rappresentare il bel paese

sono addirittura i carabinieri

appena i tiph arrivarono a hebron

si schierarono profondamente a favore

della comunità palestinese

di tutta risposta in alcuni scontri

due di loro furono uccisi dagli israeliani

da quel momento in poi

il loro ruolo si è andato appannando

scrivono dei report sulle violenze

e li inviano ai propri governi

questi report possono essere resi pubblici

solo se tutti e sei i paesi membri

più israele e l’autorità palestinese

hanno parere concorde nel farlo

insomma mai

non so se tutto questo è vero

sono le cose che si raccontano a hebron

non ci credevo più di tanto

ma oggi ho avuto il mio primo contatto ufficiale

con i tiph

inizio con una telefonata

nella quale mi vien detto

che se voglio avere un appuntamento con loro

devo prima recarmi nel loro ufficio nella città vecchia

e chiedere un’autorizzazione scritta

per accedere all’albergo dove vivono

si vivono in albergo

è una presenza temporanea

da soli 11 anni

per ragioni di sicurezza

non possono condividere l’albergo con altri

quindi hanno affittato tutto l’albergo

in hebron ci sono solo due hotel

naturalmente loro hanno affittato quello di categoria superiore

comunque nonostante il ribrezzo

riesco ad andare a chiedere il permesso scritto

ma la persona che voglio vedere

ha deciso che oggi fa vacanza

quindi provo a esporre il mio progetto

a un suo collaboratore

il quale dopo avermi ascoltato

mi dice che non può esprimere la sua opinione

perché

parole testuali

ci sono ordini dall’alto

l’unico che può parlare

è l’addetto alle pubbliche relazioni

adesso lo so

che sono io a vedere del marcio in tutto

ma questa è una di quelle missioni

che l’italia finanzia con milioni di euro

una di quelle di cui siamo tanto fieri

dove stiamo esportando la democrazia

senza utilizzare la violenza

sarà anche vero

ma quel che ho visto oggi

è stata solo burocrazia

che farà pure rima con democrazia

ma non ha nulla a che vedere con essa

domenica 11 maggio 2008

national erection

ogni scusa é buona per fare un paio di foto

quindi armi e bagagli

e venerdì sono andato a vedere

una delle manifestazioni più improbabili

della storia degli anarchici

nome che è tutto dire

national erection

un centinaio di persone

che cantano e ballano attorno

a un cazzo di gomma lungo due metri

immaginatevi un rimorchio per una bici

e sopra sto coso rosa

attorno tamburi

una folla di curiosi

ma il tutto in piena città

con una quantità di poliziotti esagerata

la protesta è contro le armi

e l’ostentazione delle stesse

da parte dell’esercito israeliano

contro l’occupazione

contro quest’idea militare di virilità

che sprigionano i fucili e i carri armati

naturalmente è finita che i poliziotti

non hanno tollerato l’idea

hanno preso in nostro totem

lo han buttato in terra

con un coltello lo han sezionato

e infilato nel bagagliaio

ma un indomita attivista

è riuscita a salvare la testa del mastodontico pene

che è stata portata in giro

per le vie bene di tel aviv

da un folla urlante

forse non è esattamente la manifestazione più utile

alla quale ho partecipato

e sicuramente non è il modo più incisivo

di mostrare il proprio dissenso

ma è stato rinfrancante

fare un salto nell’ambiente anarchico israeliano

vedere che ci sono tanti ebrei

che vivono qua

ma che non sono per nulla d’accordo

con quel che combina il governo

e con l’occupazione militare

sabato 10 maggio 2008

ziad

un paio si mesi fa

scrissi un articolo su ziad

http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/art_824.html

un ragazzo di 16 anni

che vive nel campo profughi di aroub

a metà strada tra hebron e betlemme

negli ultimi tre anni

è stato arrestato 4 volte

la settimana scorsa

l’esercito israeliano

lo porta in prigione per la quinta volta

le accuse son sempre le stesse

l’esercito dice di avere prove

che ziad abbia lanciato pietre e molotov

è stato rilasciato dopo cinque giorni

l’unica volta in cui passò un lungo periodo in carcere

fu dopo il terzo arresto

e solo perché dopo una settimana

in una cella d’isolamento

di un metro per un metro

firmò una confessione

scritta in ebraico

lingua di cui lui non conosce neanche l’alfabeto

in italia tra poco inizieranno le campagne

contro l’abbandono degli animali

durante il periodo estivo

e tutti saremo pronti ad additare

un qualsiasi maltrattamento di animali

sogno un momento in cui

ci sarà una sensibilizzazione simile

per i 6000 minorenni palestinesi

che sono nelle carceri israeliane

lunedì 5 maggio 2008

ascensore

la stazione centrale di Betlemme

non è per i treni

che qui non ci sono

non è per i bus

che sono pochi e inutilizzabili

ma per i taxi collettivi

si trova nei piani interrati

di un nuovissimo centro commerciale

così nuovo che ci saranno 3 negozi

per più di 200 previsti

per raggiungere il parcheggio

si prendono tre ascensori ultramoderni

ognuno con il suo omino

con tanto di sedia

che ti fa entrare e poi schiaccia

una magica serie di numeri

e l’ascensore si comincia a muovere

fin qui tutto nella norma

per carità esotico

ma comprensibile

la cosa particolare

è che uno degli ascensori è

ad uso esclusivo femminile

provate un po’ ad immaginare il perché

io non me lo sono chiesto

e mi sono infilato dentro come se nulla fosse

in meno di un momento

una serie di donnone hanno iniziato a brontolare

ci sono arrivato solo allora

come in un’illuminazione

un uomo non può stare

con un ambiente chiuso

con una donna che non sia sua moglie

sembra che la cultura qui dica

che gli uomini in genere

sono così irresistibili

che le donne se ne approfitterebbero subito

insomma tutto come nella migliore

delle pubblicità dell’axe

solo che il finale cambia

divento rosso come poche volte in vita mia

e scappo nell’ascensore accanto

dove la mia virilità

rimane quel che è

ben poco

la mia normalità

le giornate calde

nascono da notti fredde e ventilate

un avvicendarsi di facile intuizione

come i soldati sotto casa

i bossoli di fucili sugli alberi

un minorenne arrestato per l’ennesima volta

sempre senza alcuna giustificazione

le jeep militari

un ragazzo di vent’anni

che ti punta un fucile contro

le perquisizioni

case distrutte da bombe

e altre da caterpillar

un muro lungo più

di quanto io possa camminare

campi profughi sterminati

non capisco con quale forza

si possa sorridere in palestina

domenica 4 maggio 2008

latino

ci sono voluti diversi mesi

ma alla fine mi sono fatto

una messa alla chiesa della natività

certo non intera

ma il tutto in latino

con inserti in arabo

quando il sacerdote interagisce

con l’assemblea

naturalmente c’è un gran numero di celebranti

e ognuno legge un pezzetto

dal grosso messale in latino

i preti hanno le nazionalità più diverse

ed è simpatico riconoscere

l’accento di ognuno

c’è un giovane pretino francofono

che quasi scoppia a ridere

per gli strafalcioni

che non riesce ad evitare di fare

in questi pochi mesi

da quando vivo a Betlemme

ho visto due volte natale

tre volte pasqua

una marea di pellegrini

milioni di euro

in viaggi offerte e ristoranti

io ho provato a capire

cosa c’è di così speciale

e perché vengono tutti qui

forse è un nuovo tipo di lifestyle

tornare a casa

e poter dire

si si ci siamo beccati

anche la messa in latino