lunedì 8 settembre 2008

ramadan

il ramadan è cominciato da una decina di giorni

è per me la prima volta in un paese arabo

durante questo particolare momento dell’anno

osservare il ramadan significa

non mangiare bere e fumare

per tutto il tempo in cui il sole è visibile nel cielo

come potete ben immaginare

le conseguenze di questo digiuno sono ben visibili

pensate di viver in un paese come questo

dove fa un caldo infernale

e di non poter bere un solo bicchier d’acqua

dall’alba al tramonto

pensate di essere fumatori incalliti

da due pacchetti di sigarette quotidiani

a nemmeno una per tutto il giorno

inoltre ci si sorveglia gli uni gli altri

persino qui a beit sahour

dove più del novanta percento della popolazione è cristiana

non c’è una sola persona con una sigaretta in mano per strada

anche i mussulmani che non sono osservanti rispettano il ramadan

più che altro per paura del giudizio degli altri

la comunità è molto intransigente

in questo clima

capita sempre più spesso che il nostro ufficio

sia preso d’assalto

lavoro in un’associazione

dichiaratamente laica

e che si ispira a modelli anticlericali

insomma da noi sigarette e caffè

non sono spariti durante questa settimana

parlando un po’ con i colleghi mussulmani

mi rendo conto che ci sono molti di loro

che il ramadan lo rispettano

ma solo davanti agli occhi dei vicini

infatti per pranzo

semplicemente chiudono le tende

e si siedono a tavola a mangiare

ciò non toglie che la stragrande maggioranza dei palestinesi

vive questo mese rispettando il digiuno

e da un lato lo ritengo ammirevole

per la forza di volontà che ci vuole

confrontati a noi cattolici

che l’unica privazione che sopportiamo in quaresima

e non mangiare carne per un giorno alla settimana

i mussulmani mi sembrano degli eroi

ma dall’altro

non posso non notare

in particolar modo a gerusalemme

una frustrazione

che il digiuno provoca

in due giorni ho assistito a diverse liti

che sono finite con uno scontro fisico

non mi era mai capitato di vedere cose del genere

tra le mura della città vecchia

sicuramente il digiuno fa bene

al corpo e allo spirito

ma in una situazione in cui lo stress

è già altissimo per le condizioni miserrime

in cui vivono i palestinesi

decidere di sobbarcarsi anche una così grande privazione fisica

non è veramente consigliabile

almeno dal mio punto di vista di occidentale che beve e mangia

ogni volta che ne sente il bisogno

ma forse è vero che io non so privarmi di niente

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