il ramadan è cominciato da una decina di giorni
è per me la prima volta in un paese arabo
durante questo particolare momento dell’anno
osservare il ramadan significa
non mangiare bere e fumare
per tutto il tempo in cui il sole è visibile nel cielo
come potete ben immaginare
le conseguenze di questo digiuno sono ben visibili
pensate di viver in un paese come questo
dove fa un caldo infernale
e di non poter bere un solo bicchier d’acqua
dall’alba al tramonto
pensate di essere fumatori incalliti
da due pacchetti di sigarette quotidiani
a nemmeno una per tutto il giorno
inoltre ci si sorveglia gli uni gli altri
persino qui a beit sahour
dove più del novanta percento della popolazione è cristiana
non c’è una sola persona con una sigaretta in mano per strada
anche i mussulmani che non sono osservanti rispettano il ramadan
più che altro per paura del giudizio degli altri
la comunità è molto intransigente
in questo clima
capita sempre più spesso che il nostro ufficio
sia preso d’assalto
lavoro in un’associazione
dichiaratamente laica
e che si ispira a modelli anticlericali
insomma da noi sigarette e caffè
non sono spariti durante questa settimana
parlando un po’ con i colleghi mussulmani
mi rendo conto che ci sono molti di loro
che il ramadan lo rispettano
ma solo davanti agli occhi dei vicini
infatti per pranzo
semplicemente chiudono le tende
e si siedono a tavola a mangiare
ciò non toglie che la stragrande maggioranza dei palestinesi
vive questo mese rispettando il digiuno
e da un lato lo ritengo ammirevole
per la forza di volontà che ci vuole
confrontati a noi cattolici
che l’unica privazione che sopportiamo in quaresima
e non mangiare carne per un giorno alla settimana
i mussulmani mi sembrano degli eroi
ma dall’altro
non posso non notare
in particolar modo a gerusalemme
una frustrazione
che il digiuno provoca
in due giorni ho assistito a diverse liti
che sono finite con uno scontro fisico
non mi era mai capitato di vedere cose del genere
tra le mura della città vecchia
sicuramente il digiuno fa bene
al corpo e allo spirito
ma in una situazione in cui lo stress
è già altissimo per le condizioni miserrime
in cui vivono i palestinesi
decidere di sobbarcarsi anche una così grande privazione fisica
non è veramente consigliabile
almeno dal mio punto di vista di occidentale che beve e mangia
ogni volta che ne sente il bisogno
ma forse è vero che io non so privarmi di niente
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