martedì 5 febbraio 2008

hebron atto secondo

dopo la mia bella giornata

passata con qualche amico

e una visita turistica

se si può definire un posto turistico hebron

decido che è ora di tornare a casa

cosa semplice semplice

ti metti sulla strada principale

allunghi il tuo bel ditino ad autostoppista

si ferma uno di questi lunghissimi mercedes

un taxi collettivo

breve contrattazione su meta e prezzo

e poi via

la nostra corsa viene interrotta immediatamente

da un enorme ingorgo

degno di una metropoli

ma hebron conta poco più di 100 000 abitanti

strano

uno dei passeggeri

inizia a imprecare

capisco poco

sembra che ce l’abbia con gli ebrei

non ci faccio caso

qui qualsiasi problema

è colpa degli israeliani

almeno così

dicono la stragrande maggioranza dei palestinesi

ma il traffico non defluisce

non capisco e inizio ad agitarmi

finalmente qualcuno tira fuori due parole di inglese

il check point è chiuso

o meglio fa passare le macchine

ma molto lentamente

morale della favola

un’ora e mezza

per fare 20 km

vorrei lamentarmi

ma per la gente che divide il taxi con me

è ancora andata bene

ci si può perdere molto

ma molto più tempo

leggo un paio di news

l’aumento delle misure di sicurezza

è dovuto a un attentato suicida palestinese

nella zona del negev

rivendicato da hamas

il primo uomo-bomba

da un anno a questa parte

chissà che non stia cambiando qualcosa

non so se essere preoccupato

se dovesse iniziare un nuovo periodo di attentati

quale futuro

1 commento:

Anonimo ha detto...

e Banksy colpisce ancora, sapevo che ti sarebbe piaciuto...ma magari già lo conoscevi, che dire continua a cercare e sono sicura che ne troverai altri cento, Baci Co', stammi bene Dà.