giovedì 10 aprile 2008

soldati

la possibilità di essere un soldato

di partire per zone remote

dove armi e vita quotidiana

sono in simbiosi

per noi italiani è una scelta

chi decide di partire sa poco

del pese dove andrà

e sa ancora di meno che ruolo gioca

nella geopolitica globale

sa solo che oltre allo stipendio

prenderà un bel rimborso

per il servizio prestato all’estero

da quanto ho capito si tratta di almeno 100 al giorno

gran bei soldi per giovani

che decidono di sposarsi

che vogliono accendere un mutuo

il discorso però cambia in israele

ogni ragazzo

e ogni ragazza devono svolgere

il servizio militare obbligatorio

non esiste alcun tipo di obbiezione di coscienza

la remunerazione non è nemmeno comparabile

quello che prende un nostro soldato in una giornata

equivale allo stipendio mensile di un soldato israeliano

eppure il lavoro si svolge sempre in un paese ostile

il problema degli italiani

è quanto manca per tornare a casa

e godersi il gruzzolo accumulato

per un ragazzo israeliano

bisogna ammazzare la noia dei check point

ubbidire agli ordini

e fare i conti con la propria coscienza

non penso che siano vittime

perché molti di loro dimostrano

evidenti segni di sadismo

ogni volta che rendono la vita impossibile

ai palestinesi

è però utili vederli

per quello che sono

diciottenni

strappati alla famiglia

a cui viene dato in mano un fucile d’assalto

che li accompagnerà per 3 anni della loro vita

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