giovedì 21 agosto 2008

15 minuti dalla guerra

dopo che scrissi un post sui tiph

il numero di contatti sul blog

aumentò sensibilmente

in un commento mi viene detto

che avrei fatto bene ad informarmi ulteriormente

sul loro lavoro

ci ho provato

e seguendo tutte le procedure

ho chiamato l’ufficio

che mi ha dato un secondo numero

per reperire il portavoce dell’organizzazione

il quale a sua volta mi disse

mi avrebbe fatto contattare un terzo

ci sono 12 italiani attivi nel progetto

quindi uno di questi mi avrebbe chiamato

e avrei avuto modo di capire

come lavorano i tiph

nessuno mi ha mai contattato

ho richiamato due volte il portavoce

e gli ho scritto una mail

la risposta è sempre stata

ti risponderà qualcuno immediatamente

sono passati due mesi

dalla prima volta che sentii questa frase

insomma sono stato ad hebron

diverse volte da allora

e ieri mi è capitato di incontrare

tre dei tiph proprio davanti alla moschea dei patriarchi

quindi mi sono avvicinato

e dopo un paio di battute

uno di loro si è fatto riconoscere

come maresciallo dei carabinieri

dopo le presentazioni

ci ha spiegato quali sono i compiti

della presenza internazionale a hebron

come è composta una squadra

e un paio di informazioni generali

sulla situazione della città

il tutto in maniera informale

ma precisa

prima di separarci

gli ho detto che avevo il desiderio

di fare un giro per il quartiere ebraico

e lui ce l’ha sconsigliato vivamente

dicendo che rischiamo persino l’arresto

e che lui in quasi un anno di presenza

non si è mai avventurato all’interno della colonia

teoricamente questo era un saggio consiglio

ma io ho sempre amato

aver la possibilità di essere arrestato

e quindi con i miei tre compagni

ho preso la strada dritta per il quartiere ebraico

attorno a noi la desolazione

negozi sprangati

che appartenevano agli arabi

che furono scacciati dai coloni ebrei

circa ogni duecento metri

un soldato con fucile

e sulla strada principale

un paio di ragazzi con pantaloncini maglietta e m-16

che fanno jogging

dopo 20 minuti decidiamo di tornare nella zona araba

attraversiamo un checkpoint

e subito fuori vedo una specie di bomba a mano

sembra un lacrimogeno

lo prendo in mano

è pesante

rientro nel checkpoint

e chiedo che cos’è

il soldato dice una bomba sonora

che aveva lanciato

un paio d’ore prima

verso la zona araba

“perché quei terroristi facevano troppo casino”

vado via con il mio souvenir di hebron

e penso a quanto ha ragione

il maresciallo alberto che ho incontrato poco prima

quando dice che questa città sembra tranquilla

ma che bastano 15 minuti a trasformarla

in teatro di una guerra

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