sapevo che sarebbe successo
non pensavo così velocemente
sono bastati tre mesi
e ho sviluppato
una seria intolleranza nei confronti
delle grandi mandrie di turisti
betlemme ne è invasa
gerusalemme completamente satura
settimana santa in arrivo
hotel pieni
e cassetti delle offerte pieni di dollari
i gruppi possono essere di veri tipi
ma quelli più caratteristici
sono quelli che guidati da un prete
corrono qui e là
snocciolando rosari ad ogni angolo
una caratteristica dei grossi gruppi in gerusalemme
è di essere accompagnati
da una o due guardie armate
solitamente dei gran fucili
ma capita anche di vedere delle pistole
montate su un telaio che spinge il rinculo
direttamente sulla spalla
dopo aver chiesto
mi viene spiegato che
i questo modo si possono sparare diversi caricatori
prima che la forza del rinculo ti affatichi
sarà
ma io rimango dell’idea che
qui le armi devono essere non solo efficienti
ma anche molto appariscenti
dopo una giornata nella città vecchia
con queste idee nella testa
me ne torno a betlemme
e mi imbatto in un supergruppo
di americani con tanto di cartellino
per il nome appiccicato alla maglietta
ce n’è uno che urla
per fare la foto gruppo
ha addosso un cappellino blu
con su scritto israel
non resisto
mi avvicino
e gli chiedo se ha la minima idea di dove si trovi
gli faccio notare che è in palestina
e che a poco meno di venti metri da lui
ci sono almeno 400 persone
che sono in una tenta a piangere
gli ultimi quattro assassinati dall’esercito israeliano
lo so che è stata un azione riprovevole
e che dovrei aver più rispetto per i sessantenni americani
pieni di dollari e di se stessi
che per la pensione si concedono un viaggio in terra santa
e mi rendo conto che in fondo non è neanche un caso isolato
l’università di betlemme
ha svolto una ricerca
nella quale si legge
che il 70% dei visitatori
della chiesa della natività
non sa che betlemme è palestina
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