domenica 16 marzo 2008

intolleranza

sapevo che sarebbe successo

non pensavo così velocemente

sono bastati tre mesi

e ho sviluppato

una seria intolleranza nei confronti

delle grandi mandrie di turisti

betlemme ne è invasa

gerusalemme completamente satura

settimana santa in arrivo

hotel pieni

e cassetti delle offerte pieni di dollari

i gruppi possono essere di veri tipi

ma quelli più caratteristici

sono quelli che guidati da un prete

corrono qui e là

snocciolando rosari ad ogni angolo

una caratteristica dei grossi gruppi in gerusalemme

è di essere accompagnati

da una o due guardie armate

solitamente dei gran fucili

ma capita anche di vedere delle pistole

montate su un telaio che spinge il rinculo

direttamente sulla spalla

dopo aver chiesto

mi viene spiegato che

i questo modo si possono sparare diversi caricatori

prima che la forza del rinculo ti affatichi

sarà

ma io rimango dell’idea che

qui le armi devono essere non solo efficienti

ma anche molto appariscenti

dopo una giornata nella città vecchia

con queste idee nella testa

me ne torno a betlemme

e mi imbatto in un supergruppo

di americani con tanto di cartellino

per il nome appiccicato alla maglietta

ce n’è uno che urla

per fare la foto gruppo

ha addosso un cappellino blu

con su scritto israel

non resisto

mi avvicino

e gli chiedo se ha la minima idea di dove si trovi

gli faccio notare che è in palestina

e che a poco meno di venti metri da lui

ci sono almeno 400 persone

che sono in una tenta a piangere

gli ultimi quattro assassinati dall’esercito israeliano

lo so che è stata un azione riprovevole

e che dovrei aver più rispetto per i sessantenni americani

pieni di dollari e di se stessi

che per la pensione si concedono un viaggio in terra santa

e mi rendo conto che in fondo non è neanche un caso isolato

l’università di betlemme

ha svolto una ricerca

nella quale si legge

che il 70% dei visitatori

della chiesa della natività

non sa che betlemme è palestina

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