giovedì 13 marzo 2008

strage

non voglio giustificare nessun tipo di violenza

ma credo che i fatti di ieri sera

meritino un’attenta riflessione

ero a gerusalemme giovedì scorso

dopo l’attentato al collegio ebraico

dove persero la vita 8 ragazzi

ed ero a betlemme ieri dopo che

il commando israeliano

ha ucciso quattro militanti palestinesi

però io non ero a gaza

a vedere uno dei cento morti

della campagna hot winter lanciata da israele

ne ero ad sderot

dove non ci sono cadaveri

ma missili di hamas cadono ogni giorno

in questo clima

come è possibile che i toni

usati dalla stampa italiana

siano così trionfalistici

la repubblica e il corriere

sembrano fare i complimenti

all’intelligence israeliana

che senza sbavature

entra in betlemme

e commette un atto

che io posso definire solo terroristico

la giustificazione sembra sia

che uno dei morti fosse il mandante

della strage di gerusalemme

a cui tra l’altro avevano distrutto la casa

poche ore dopo i fatti di giovedì scorso

ora la domanda è

perché chiamiamo strage quella fatta da un palestinese

che è stato ucciso mentre sparava all’impazzata

e invece viene definita una caccia

quella fatta dagli israeliani ieri

mi sembra necessario sottolineare

quanto è breve la memoria dei media

come si può parlare di tutto questo

escludendo i morti di dieci giorni fa a gaza

erano più di 100 persone

e quasi la metà

civili

per nulla implicati in atti di militanza

o nella costruzione dei razzi

come è possibile che sia una campagna militare

che può commettere degli sbagli

uccidendo chi non c’entra niente

e non la possiamo definire una strage

Nessun commento: