lunedì 16 giugno 2008

bustan qaraqaa

in questi anni il dibattito sull’ecologia

è vivo più che mai

ma la cosa non tocca assolutamente

gli abitanti di questa striscia di terra accanto al deserto

fino a 60 anni fa

i palestinesi erano un popolo di pastori e agricoltori

ma scacciati dalle proprie terre

hanno iniziato a vivere nei campi profughi

dove le condizioni igieniche

non sono nemmeno commentabili

in questi ambienti malsani

il legame con la terra è sparito

nessuno si prende cura

dell’immondizia che si accumula a bordo strada

nessuno pensa di poter riciclare niente

mi è capitato sovente

di vedere lattine bottigliette cartacce

e buste piene di spazzatura

lanciate da macchine in corsa

il paese è sporco

nessuno pensa di raccogliere l’acqua piovana

anche se qui l’acqua è una risorsa scarsa

ogni qual volta si fa una di queste riflessioni

con un palestinese

ci si sente rispondere

che la colpa è tutta dell’occupazione israeliana

io lo trovo non solo sbagliato

ma anche molto riduttivo

ieri go passato la giornata

con un gruppetto di ragazzi inglesi

che crede nella possibilità

di vivere in palestina rispettando

i basilari principi ecologici

hanno affittato una casa e un pezzo di terra

-chiamato bustan qaraqaa

che in arabo vuol dire

giardino delle tartarughe-

stanno rendendo la casa un esempio per i vicini

fanno il compost

riciclano le acque

riducono al minimo i consumi

e tentano di riciclare tutto il possibile

hanno creato un paio distanze per ospiti e volontari

il progetto cerca di seguire i principi della permacultura

se qualcuno è interessato

o semplicemente volesse passare

un periodo nella campagna vicino betlemme

vi lascio il sito

http://www.eag-palestine.org/bustan.html

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