in questi anni il dibattito sull’ecologia
è vivo più che mai
ma la cosa non tocca assolutamente
gli abitanti di questa striscia di terra accanto al deserto
fino a 60 anni fa
i palestinesi erano un popolo di pastori e agricoltori
ma scacciati dalle proprie terre
hanno iniziato a vivere nei campi profughi
dove le condizioni igieniche
non sono nemmeno commentabili
in questi ambienti malsani
il legame con la terra è sparito
nessuno si prende cura
dell’immondizia che si accumula a bordo strada
nessuno pensa di poter riciclare niente
mi è capitato sovente
di vedere lattine bottigliette cartacce
e buste piene di spazzatura
lanciate da macchine in corsa
il paese è sporco
nessuno pensa di raccogliere l’acqua piovana
anche se qui l’acqua è una risorsa scarsa
ogni qual volta si fa una di queste riflessioni
con un palestinese
ci si sente rispondere
che la colpa è tutta dell’occupazione israeliana
io lo trovo non solo sbagliato
ma anche molto riduttivo
ieri go passato la giornata
con un gruppetto di ragazzi inglesi
che crede nella possibilità
di vivere in palestina rispettando
i basilari principi ecologici
hanno affittato una casa e un pezzo di terra
-chiamato bustan qaraqaa
che in arabo vuol dire
giardino delle tartarughe-
stanno rendendo la casa un esempio per i vicini
fanno il compost
riciclano le acque
riducono al minimo i consumi
e tentano di riciclare tutto il possibile
hanno creato un paio distanze per ospiti e volontari
il progetto cerca di seguire i principi della permacultura
se qualcuno è interessato
o semplicemente volesse passare
un periodo nella campagna vicino betlemme
vi lascio il sito
http://www.eag-palestine.org/bustan.html
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